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Basta prendere la scorciatoia

Non vogliamo fare fatica. Vogliamo tutto subito e facile. Non sembra funzionare. Mi ha sempre affascinato questa cosa che impari da tutto: basta rovistare

Paolo Pugni

Non vogliamo fare fatica. Vogliamo tutto subito e facile.

Non sembra funzionare.

Mi ha sempre affascinato questa cosa che impari da tutto: basta rovistare nelle situazioni, nelle esperienze, negli incontri, nei testi, oggi nei video e nei podcast, per apprendere. Trovi ovunque spunti per ciò che serve a te, adesso, qui.

Così nell’ascoltare le meditazioni di fra Roberto Pasolini per la Quaresima –te le consiglio, le trovi qui –  trovo una provocazione che mi interroga e che voglio condividere con te.

Infatti al di là del significato spirituale -che comunque mi pare utile comunque- ci sono stimoli per l’attività professionale, persino per la vendita.

Ti cito il testo al quale faccio riferimento:

Dal momento che lo Spirito è una forza invisibile che orienta dal profondo le nostre scelte e le nostre azioni, potremmo dire che, dopo il suo battesimo, Cristo avverte il bisogno di mettersi alla prova, per assimilare il dono ricevuto, facendo diventare la scelta del battesimo una mentalità radicata e non soltanto lo slancio di un momento. Accetta, in altre parole, la dura – ma necessaria – legge dell’iniziazione, senza la quale ogni slancio della nostra libertà rischia di essere soltanto un’illusione. Noi, purtroppo, tendiamo a evitare questa messa alla prova di cui ogni vera decisione ha bisogno. Pensiamo di poterci avventurare nei grandi sentieri della vita con la forza dei buoni sentimenti, confidando nella capacità di saperci adattare e organizzare. Saltiamo l’esperienza faticosa del tirocinio, dove la nostra sensibilità viene messa a nudo e impara a purificarsi dall’illusione del facile risultato e dall’inganno delle scorciatoie a buon mercato. Il nostro mondo è ricco di tutorial, per imparare a compiere ogni tipo di impresa, ma molto povero di persone disposte a lasciarsi mettere alla prova, per verificare l’autenticità dei propri desideri. <…>  Noi ci troviamo spesso a prendere decisioni di cui poi non sappiamo pagare il prezzo, proviamo ad assumere posizioni che poi non siamo capaci di mantenere. Il motivo è molto semplice: pensiamo di poter gareggiare senza allenarci, vogliamo gustare il frutto evitando il lento processo della maturazione.”

A vedere bene questo brano è una piccola bomba per chi guida un’impresa. Altro che “motivational quote” da mettere in fondo alle slide. Qui si parla di una verità dura, ma fondamentale: non esiste vera leadership senza passare dalla prova. E no, non basta il talento, né l’intuito. Ci vuole disciplina, allenamento. Ci vuole… iniziazione.

Sei davvero pronto per guidare? O stai ancora sperando che basti “sentirsi ispirati”?

La leadership non nasce nel momento dell’entusiasmo, ma nella fatica della coerenza.

Cristo, dopo aver ricevuto lo Spirito, non si è messo a fare miracoli. È andato nel deserto. A farsi mettere alla prova.

Ora puoi dare a questo testo la valenza che vuoi, che tu creda o che non creda. Prendilo anche solo come cronaca o narrativa. Non cambia, la provocazione resta.

Tu lo fai? Io lo faccio? O cerchiamo scorciatoie?

Perché sia chiaro quando dico “tu” sto parlando anche a me nello specchio.

Nel business, quante volte vogliamo il risultato senza attraversare il processo?
Quante decisioni prendi senza accettarne il prezzo?
Quante posizioni assumi che poi molli, perché “non era il momento” o “non era strategico”?
Forse non era mancanza di tempo. Era mancanza di tirocinio interiore.

I tutorial abbondano. I mentori scarseggiano.

Vogliamo la ricetta, non perdere tempo a studiare e allenarci.

Un recente articolo raccontava di come quest’anno nella maratona di Parigi di metà aprile ci siano stati più del doppio dei ritiri degli anni precedenti, oltre 4000 dei partenti non hanno completato la corsa. La ragione principale? L’impreparazione: l’entusiasmo e la voglia di correre la maratona sembravano sufficienti. Non è così: senza preparazione non arrivi in fondo ai 42 chilometri e 195 metri.

E tu, che sei leader, sei chiamato a essere proprio questo: qualcuno che ha fatto il deserto, non solo il pitch.
Il deserto purifica i desideri. Taglia l’ego. Ti obbliga a chiederti: lo voglio davvero?

Vuoi costruire qualcosa che duri?
Allora non evitare la fatica. Cercala.
Sii disposto a perdere la comfort zone per guadagnare la mentalità.
Perché senza allenamento, il tuo slancio è solo un fuoco d’artificio. Bello, ma passeggero.

E l‘allenamento implica fatica, sforzo, fallimento, amarezza. Lo metti in conto? Sei pronto a gestirlo?

C’è un altro punto che vorrei sottolineare: cheil leader questo criterio non lo applica solo a sé, ma anche agli altri. Siamo pronti a mettere alla prova i collaboratori?

Attenzione che mettere alla prova implica due aspetti:

  • il primo è che devo mettere in condizione le persone di fare fatica, allenarsi,
  • il secondo, che è la conseguenza del primo, è che non posso aspettarmi risultati subito, ma devo creare le condizioni perché questo accada. Il tirocinio serve sempre, anche per persone con grande esperienza.

Cosa ti sei portato a casa da questa riflessione? Che cosa ne pensi?