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Io comincio così

Chiariamoci subito: se vuoi davvero capire l’intelligenza artificiale, non puoi aspettare che si sia consolidata, che smetta di innovare. Non puoi aspettare che esca

Chiariamoci subito: se vuoi davvero capire l’intelligenza artificiale, non puoi aspettare che si sia consolidata, che smetta di innovare. Non puoi aspettare che esca un manuale definitivo. E nemmeno che qualcuno ti dia la ricetta perfetta per applicarla al tuo lavoro.

Perché quel manuale non esiste.
E forse non esisterà mai.
Perché l’IA è viva, si evolve ogni giorno, cambia pelle, cambia strumenti, cambia funzioni. E tu devi sperimentare mentre tutto questo accade.

È esattamente quello che faccio io, ogni giorno, da mesi.
E che ti racconterò in questi articoli.

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Primo scenario reale: devo contattare un cliente nuovo

Succede spesso, no?

Devi cercare clienti nuovi, fa parte del tuo lavoro: e suoni i campanelli. Non c’è niente di male. Suggerisco solo di farlo in modo più efficace. Basta telefonate a freddo con un bello script da seguire. Personalizziamo.

Ho una sola occasione per attirare l’attenzione e suscitare curiosità ed interesse.

Come lo faccio?

Faccio due cose semplici, ma fondamentali. E le faccio con l’aiuto dell’IA.

 

Primo passo: chiedo a ChatGPT (o un’altra IA generativa) un’analisi personalizzata

La domanda è più o meno così:

“Fammi un’analisi dell’azienda [Nome], focalizzandoti su questi punti (quelli che per me sono più utili, i tuoi quali possono essere?):

  • strategia commerciale (canali, target, messaggi);
  • strategia di marketing (eventi, contenuti, azioni recenti);
  • presenza sul web e sui social;
  • iniziative pubbliche o campagne rilevanti negli ultimi mesi.”

Puoi anche aggiungere un filtro geografico, temporale, settoriale. L’IA, se ben istruita, scava per te, e in pochi secondi ti restituisce un quadro molto più ampio e organizzato di quello che potresti costruire da solo in 2 ore su Google.

E no, non lo fa perfetto. Ma ti dà una base solida da cui partire, molto meglio del “vedo il sito e provo a indovinare”

 Secondo passo: chiedo suggerimenti per l’attacco

Un’altra domanda che faccio spesso:

“Sulla base di questa analisi, suggeriscimi 2 argomenti rilevanti che potrei usare per iniziare una conversazione con questo potenziale cliente.”

Magia.
Escono idee che vanno dritte al punto.
A volte trovo una notizia di settore collegata a un progetto in corso. Altre volte un premio ricevuto, un’iniziativa innovativa, un evento a cui hanno partecipato.
Qualcosa che mi permette di iniziare non con “Buongiorno, sono Paolo…”, ma con una frase che crea connessione:

“Ho visto che avete lanciato recentemente il progetto X: interessante, anche perché…”.

Da lì in poi, si apre la porta. Non sempre sia chiaro, non sto dicendo che è uno strumento miracoloso che funziona sempre.
Perché funziona di più?

Perché hai mostrato che ti sei informato, che hai a cuore il loro mondo, non solo il tuo obiettivo. Perché hai fatto il compito a casa a impegnato del tuo tempo nel momento in cui chiedi a loro di dare il loro tempo per te e hai studiato qualcosa di loro.

 

Non ti serve essere un esperto. Ti serve iniziare.

L’IA non fa il venditore al posto tuo. Ma può essere il tuo alleato più veloce, più paziente, più lucido.

Non aspettare di sapere tutto. Comincia da una domanda.

E se non sai quale fare, nelle prossime email vedremo altri spunti che poi il corso elaborerà in profondità con molto esempi e promt.
Ti racconterò dove funziona, dove no, e cosa ho imparato sbagliando.

Perché studiare l’IA vuol dire provare.
E provarla mentre la realtà cambia è l’unico modo per non restare indietro.

Nelle prossime due mail ritorneremo su questa parte di prospezione andando in profondità.

Buono studio

Paolo