Prendere decisioni importanti: ti aiuta di più l’intelligenza artificiale o un gruppo di persone pari livello motivate ad aiutarti?
La seconda che hai detto (cit.)
Una battuta? Non proprio.
Leggo l’articolo di Stefano Scabbio I paradossi del leader contemporaneo e in coda mi compare un altro pezzo Il potere trasformativo dell’IA generativa nel foresight a firma di Mark Esposito e Alessandro Lantieri che spiega come l’IA possa intervenire nelle decisioni:
“Con l’evoluzione dei sistemi di IA generativa, questi si stanno avvicinando alle capacità decisionali autonome. Questo sviluppo ha profonde implicazioni per la previsione strategica. Sebbene l’obiettivo finale della previsione guidata dall’IA non sia quello di sostituire i decisori umani, suggerisce un futuro in cui i sistemi di IA possono fornire raccomandazioni altamente informate o addirittura implementare autonomamente determinate decisioni entro parametri definiti.
La singolarità dell’IA generativa – il suo potenziale di raggiungere livelli di intelligenza e creatività senza precedenti – solleva affascinanti possibilità di previsione. Immaginate sistemi di IA che non solo prevedano le tendenze future, ma che siano anche in grado di proporre soluzioni innovative alle sfide emergenti. Tali progressi potrebbero ridefinire il panorama strategico, offrendo nuovi strumenti per la risoluzione dei problemi e l’innovazione”.
Interessante, quasi una sfida: cosa mi aiuta a prendere le decisioni migliori? Un confronto quasi allo specchio con l’AI o un gruppo di pari che ha a cuore il mio problema e condivide le sue esperienze?
Per rispondere è bene considerare i vantaggi e gli svantaggi: da un lato, quello dell’IA, l’accesso ad una sterminata biblioteca di informazioni dalle quali attingere. Questo è sicuramente una delle possibilità più vantaggiose dell’IA generativa: trovare connessioni nell’infinito web per fornire elementi di decisione vagliati grazie a una selezione accurata.
Certo, è necessario essere capaci di elaborare un prompt corretto che mi aiuti a trovare spunti a proposito del problema che ho formulato.
Dall’altro la creatività originale e limitata di persone che hanno accesso alla propria esperienza, vasta ma limitata, e che conoscono anche le pieghe dell’animo umano.
Chi vince?
Io sto con il board advisory peer-to-peer o la compagnia dell’appello, come l’ho definita. Sì, sono decisamente un fan di Tolkien. In gioventù ho scritto molto su di lui e ho tradotto la prima biografia ufficiale pubblicata in Italia da Ares fi H. Carpenter. Quindi sì, la citazione viene dal Signore degli Anelli.
Eh ma stai da quella parte perché sei un chair Vistage e hai un conflitto di interessi.
No, sto da quella parte perché ho visto negli eventi di presentazione di Vistage il valore della compagnia. Che è quello, innanzitutto, di aiutarti a definire il problema. Se l’IA ti aiuta a trovare la soluzione al problema che tu hai descritto, devi essere sicuro che quello sia il vero problema.
Uno dei punti di forza della metodologia Vistage consiste proprio nell’aiutarti a capire quale sia il vero problema, nel quale c’è sempre una dimensione personale umana. Un’area questa che riguarda la nostra unità di vita: non siamo scissi, non abbiamo personalità differenti, vite differenti. Abbiamo emozioni e desideri oltre ad obiettivi personali. Una dimensione che l’IA non troverà mai, ma che un tuo pari, che ha sofferto il medesimo problema, non esiterà a tirare fuori per metterti nella giusta direzione.
Quindi Vistage tutta la vita. Il luogo dove possiamo essere veri e vulnerabili.
Ti interessa saperne di più? Contattami anche qui. Sto creando il mio primo gruppo e seleziono candidati.
(*) questo era il titolo del TEDx Legnano del 2019 nel quale solo salito anche io sul bollino rosso. Il mio intervento puoi vedere qui.