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Io sono un perdente

Io sono un perdente. E ne sono pure contento. Non sono l’uomo che non deve chiedere mai. Sono fuori specifica. Low profile. Me l’hanno

Paolo Pugni

Io sono un perdente. E ne sono pure contento.

Non sono l’uomo che non deve chiedere mai.

Sono fuori specifica. Low profile. Me l’hanno detto.

Ma soprattutto non sono ricalcato sul profilo ideale che vedo sui social. E persino su LinkedIn, che dovrebbe essere un social professionale.

Perché chi ha successo qui, diciamolo, ha certe caratteristiche.

 

  1. È sicuro di avere sempre ragione, su tutto
  2. Disserta, non posta: insegna, spiega, delucida, con sussiego. A volte apre il libro, come fosse la Bibbia, e declama il suo verbo. Altre volte declama il proprio pensiero come dal balcone, scegli tu quale, ma di sicuro autorevolissimo.
  3. Ne consegue che catechizza chi sbaglia, spesso con sarcasmo. Che di suo è tagliente.
  4. Critica, ferocemente, chi osa contraddirlo.
  5. Ostenta la sua competenza, su ogni cosa. Non arriva mai a dire “lei non sa chi sono io” perché fa cafone, fa boomer, fa patriarcato. Ma lo afferma storcendo il vocabolo, aggrottando l’aggettivazione, calcando sul verbo spesso all’imperativo.
  6. Sia chiaro, mostra profonda pazienza su chi deve correggere, purtroppo però evapora subito lasciando un residuo di rancore e rammarico.
  7. Aizza il trollismo, ma di qualità, mai volgare, spesso però violento, di quella violenza che nasconde la mano, accusando subito l’altro di ogni nefandezza alla moda.
  8. Raccoglie vanity metrics a manciate: commenti entusiasti di seguaci (mai traduzione di followers fu più accurata), approvazione e sostegno contro gli incauti detrattori.

 

No, non mi piace questo successo. Preferisco i bassifondi di chi lotta per l’attenzione, per strappare qualche sorriso e commento, magari sbavato, spesso donato, mai rapito.  Preferisco la periferia, dove si combatte per arrivare a sera, sudati, stazzonati, sfatti. Ma sinceri. E non sempre ci si riesce.

Se questo è avere un basso profilo, mi piace: perché rasente a terra si trova l’umiltà, che è virtù che inseguo da sempre.

 

Grazie di avermi ascoltato e letto sin qui.