L’hanno fatto tutti. E tu?
In questi giorni il vero “backstage” delle Olimpiadi non passa solo dalle tv, ma dai feed social: atleti e giornalisti stanno raccontando Milano Cortina con video veloci dal villaggio, dalla mensa, dagli impianti, mostrando dettagli, emozioni, curiosità che prima restavano invisibili.
Dai letti del villaggio alle battute sulla cucina italiana, è un flusso continuo di contenuti che avvicina le persone ai Giochi e crea un legame emotivo prima ancora che inizi la gara. Il CIO stesso, dopo anni di restrizioni, ha aperto alla possibilità per gli atleti di postare brevi video e audio dai luoghi olimpici: segno che il racconto diretto, personale, è diventato parte integrante dell’esperienza.
Se vendi, questa è una lezione enorme. Gli atleti hanno capito che non “postano per farsi vedere”, ma per portare i fan con sé: condividono preparazione, attesa, paura, routine, piccoli dietro le quinte che rendono la performance finale molto più significativa. I giornalisti vivono qualcosa di simile: il progetto Young Reporters e le iniziative legate a Milano Cortina nascono proprio per formare professionisti capaci di raccontare i Giochi anche attraverso social e video, non solo con l’articolo “ufficiale”. Oggi il racconto è distribuito: è fatto di tanti micro-contenuti personali che costruiscono una narrazione corale.
Ora, pensa al tuo lavoro in ambito commerciale. Quanti potenziali clienti vedono solo il “momento gara”: la tua proposta, la tua demo, la tua presentazione? Se ti presenti solo lì, sei come un atleta che appare in tv solo al cancelletto di partenza, senza che nessuno abbia visto la sua storia. Nel social selling, le best practice ci dicono che la presenza costante, con contenuti originali e interazioni di valore, è uno dei principali moltiplicatori di risultati.
Non si tratta di fare intrattenimento, ma di rendere visibile il valore che crei, giorno dopo giorno.
Che cosa fanno quindi atleti e giornalisti che puoi copiare subito?
· Raccontano il contesto: mostrano il villaggio, i campi gara, il dietro le quinte, aiutando chi li segue a capire “dove sono finiti”.
· Condividono la quotidianità: non solo il momento clou, ma i piccoli rituali (colazione, trasferimenti, spogliatoio) che rendono la storia umana.
· Usano formati brevi e frequenti: reel, storie, clip da pochi secondi che tengono viva l’attenzione e creano familiarità. Il CIO ha fissato un limite di 2 minuti per i video olimpici, proprio per favorire contenuti rapidi e digeribili.
· Coinvolgono la community: rispondono ai commenti, cavalcano i meme, entrano in conversazione.
Come tradurlo nel tuo quotidiano di sales o consulente B2B, soprattutto su LinkedIn? Alcune idee concrete:
· “Villaggio olimpico” → il tuo ufficio, il tuo territorio, i tuoi cantieri o negozi: mostra con un breve video dove nascono i tuoi progetti, come lavori con i clienti, quali strumenti usi.
· “Mensa olimpica” → il tuo modo di prepararti: condividi come studi il tuo settore, come ti aggiorni, come prepari un incontro importante. Questo aumenta credibilità e percezione di professionalità.
· “Young reporters” → i tuoi colleghi, partner, clienti: coinvolgili in brevi interviste video, chiedi loro cosa apprezzano del vostro modo di lavorare, come vedono il mercato.
La chiave è smettere di usare i social solo come vetrina finale e iniziare a usarli come diario di bordo. LinkedIn non premia solo i contenuti “perfetti”, ma l’attività costante: commentare, pubblicare, rilanciare con regolarità è ciò che aumenta la tua visibilità verso le persone giuste. In questo senso, prendere ispirazione da atleti e giornalisti a Milano Cortina significa:
· darti un ritmo (es. 2–3 video/post a settimana),
· scegliere alcune rubriche ricorrenti (un “dietro le quinte”, un “caso reale”, un “errore da evitare”),
· accettare che la perfezione tecnica è meno importante dell’autenticità e della continuità.
Se vuoi iniziare da subito, ti propongo un mini-esperimento “olimpico” per il tuo personal brand: per le prossime 4 settimane, pubblica almeno un contenuto a settimana che racconti la tua esperienza sul campo (un cliente incontrato, una lezione imparata, un problema risolto), usando foto o brevi video girati da te. Tratta ogni contenuto come farebbe un reporter: chi è il protagonista? qual è il contesto? qual è il punto chiave che il tuo pubblico può portarsi a casa? Dopo un mese, guarda le tue statistiche e le conversazioni nate da quei post: sarà molto più chiaro perché tanti atleti e giornalisti stanno puntando su questo modo di raccontare.
Se ti va, posso aiutarti a trasformare questo esperimento in una vera “programmazione olimpica” per LinkedIn: definendo rubriche, formati, calendario e modo giusto di collegare questi contenuti al tuo processo di vendita.
In fondo, la domanda è semplice: se gli atleti usano i social per essere più vicini ai loro fan, perché tu che vendi dovresti rinunciare alla possibilità di essere più vicino, visibile e comprensibile per i tuoi clienti?