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Le fatiche del CEO

Non sono sette, come quelle di Ercole, o di Hercule (Poirot), sono però tante e spesso inutili. Le esaminiamo qui con la tabella che

Paolo Pugni

Non sono sette, come quelle di Ercole, o di Hercule (Poirot), sono però tante e spesso inutili.

Le esaminiamo qui con la tabella che trovi qui sotto e che vuole aiutarti a riflettere per concentrarti solo in ciò che tocca a te per ruolo e responsabilità.

Già perché l’imprenditore e il CEO sovente si impegnano in ciò che non dovrebbero. Magari per passione. Magari per non avere accanto le persone che giuste, quelle che servono. Non nel senso che siano servi, ovviamente, ma che siano utili, funzionali, efficaci. Anche nel confrontarsi, magari duramente, con il proprio capo.

A questo proposito vorrei ricordare il tema della Carefrontation, così caro a Vistage, e a Lencioni, a Covey e Sinek e altri grandi esperti di gestione aziendale. L’ho tradotto in italiano con cura frontale per cercare di esprimere quell’atteggiamento che si fa carico dell’altro, con affetto e generosità, senza lesinare di scoprire le ferite.

Nella sua accolta di pensieri Forgia, san Josemarìa scrive: «Apri la tua anima con chiarezza e semplicità, come si aprono le ferite al medico, perché possa curarle. Non nascondergli nulla! Altrimenti, quelle piaghe si infetteranno. E ti dico anche che, per guarire, spesso è necessario il bruciore della cauterizzazione»

Al di là de riferimento spirituale, che può interessare oppure no, quello che sottolineo è questa necessità di accettare, accogliere persino richiedere fermezza nella critica. Chi è alla guida non ha bisogno di adulatori o di consiglieri che annuiscono e consolidano ogni pensiero del capo. Ma chi, sfidando il suo pensiero, aiuta ad arrivare a risultati migliori.

Non so se te la ricordi la fiction radiofonica “ZZZoot- Fulminati in azienda”, andata in onda nel 2010 su Radio24, nel 2010. Troneggiava la figura del consulente che, interrogato, ripeteva solo le parole dette dall’imprenditore.

Fa ridere. Non serve.

Che cosa serve? Serve, ad esempio, capire in quale quadrante cadano le attività svolte dall’imprenditore.

Ho creato questa matrice, che da un lato indica che cosa fa l’imprenditore, dall’altro quello che fanno i suoi collaboratori, dai più stretti in là.

 

 

E vorrei invitarti a riflettere sui contenuti dei quattro quadranti, partendo dal più semplice:

 

MERAVIGLIOSO! L’imprenditore non fa, i collaboratori fanno.

 

Questo indica che c’è chiarezza:

  • nei compiti
  • nelle deleghe
  • nelle responsabilità

 

Ovvio, il prerequisito è che lì dentro non ci stiano attività che competono esclusivamente all’imprenditore o a chi, come si diceva una volta, ne fa le veci: CEO, amministratore delegato, direttore generale o figura analoga.

 

Poi passiamo al più grave. Quello in cui nessuno fa nulla.

Evidentemente di ciò che andrebbe fatto, perché se non fosse cosa da fare, starebbe fuori dalla tabella.

 

PROBLEMA ORGANIZZATIVO. L’imprenditore non fa, i collaboratori non fanno.

Perché non viene fatto? Che tipo di problema è? Organizzativo? O ancora peggio, personale?

Nel primo caso diventa impellente rivedere le procedure e la struttura, nel secondo considerare le persone e l’assertività?

Perché qualcuno si sente in diritto di NON fare qualcosa che dovrebbe essere fatto, per la quale ha ricevuto un incarico?

Motivazione? Competenze? Indolenza? Menefreghismo? Irresponsabilità? Mancata chiarezza?

 

Andiamo oltre, siamo entrati nella riga in cui l’imprenditore/CEO agisce. E qui dipende da cosa fanno gli altri.

Il primo che esamino è questo.

 

PARLIAMONE. L’imprenditore fa, i collaboratori non fanno.

Eh bisogna parlarne, perché qui dentro ci possono essere due casi.

Quello corretto: fa solo l’imprenditore perché è il suo ruolo, c’è competenza, responsabilità, impegno. Quindi è giusto che sia così.

Quello errato: faccio perché, nonostante paghi qualcuno per fare, non viene fatto. Supplisco. O invado.

Se supplisco, cioè copro un’area scoperta, c’è da chiedersi: perché? Ho scelto la persona sbagliata? Non ho dato indicazioni corrette? Non c’è un processo ben descritto?

Se invado, vale a dire tolgo lavoro a chi è pagato per farlo… c’è da chiedersi perché? E qui ci stiamo avvicinando al quarto ed ultimo quadrante.

 

PROBLEMA TUO. L’imprenditore fa, i collaboratori fanno.

Invadi o rifai?

Fai qualcosa che dovrebbe fare qualcuno che è pagato per questo. Perché? Perché ti piace troppo farlo? Perché non sei soddisfatto di come viene svolto? Perché come fai tu le cose non le fa nessuno, anche se sono fatte bene? Perché non te ne rendi conto?

Siediti e rifletti.

Magari da solo non ci riesci.

 

È anche per situazioni come queste che esiste Vistage, La Compagnia dell’Aiuto, i Cavalieri della Tavola Quadrata. Il luogo dove il confronto sincero e generoso con altri CEO e Imprenditori aiuta ad analizzare e risolvere anche le situazioni più spinose a livello personale.

Dove la condivisione fa molto più che la forza, fa la soluzione.

 

Se vuoi saperne di più contattami paolo.pugni@pugnimalago.it