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Perché ti aiuta a prendere decisioni migliori, ti aiuta a capire come fare a risolvere i problemi che vuoi risolvere, proprio i tuoi, i tuoi, non dei problemi generali, i tuoi.
E come puoi, attraverso i suggerimenti di questa puntata, guadagnare non sprecando tempo e denaro. È un articolo dedicato a cosa ti serve e dove puoi trovarlo per risolvere questi problemi.
Parliamo di competenze, parliamo quindi di quel terreno che può essere descritto come consulenza e formazione, ma in generale competenze, quello che ti serve per affrontare dei problemi che magari non hai mai potuto risolvere prima, non hai mai risolto prima. Da dove nasce l’idea di questa puntata? Dall’episodio 83 del podcast Ascolto Beltrami, nel quale si parla di formazione, della modalità attraverso la quale la formazione viene erogata e del perché ti è utile fare formazione se fai contenuti e quindi come farlo. E questo mi ha fatto capire a cosa serve effettivamente l’acquisizione di competenze, anche quando sei dall’altro lato della formazione.
E vorrei subito partire da una domanda che può sembrare provocatoria. Ma ti serve realmente l’acquisizione di nuove competenze? Ti serve realmente seguire della formazione? Ti serve realmente comprare dei libri? È utile? Quando è utile? Cosa devi comprare? Con quale finalità?
Perché ti serve formazione?
Perché ti servono competenze?
Perché decidi che per te o la tua impresa è necessario acquisire queste competenze? Per migliorare, certamente per migliorare, sì, ma migliorare rispetto a cosa? Perché a un punto hai il gusto di sapere le cose per saperle, perché fa piacere anche a te, perché magari puoi intrattenere una conversazione migliore con i tuoi amici perché sei di quelle persone, quella tipologia di persone appassionate del sapere e ti interessa capire perché questo soddisfa te.
Sì, ma sul lavoro stai pagando perché cosa ti serve?
Ti serve per migliorare i risultati per arrivare a risultati migliori più economici che ti danno da guadagnare di più perché questo vuol dire risultati migliori, risultati che ti fanno da guadagnare di più e come farlo? Con meno fatica, perché anche quella si paga, la fatica si paga, il tempo e l’impegno si paga, e più guadagno in generale. Quindi ti servono competenze perché tu devi risolvere un problema. Cos’è un problema? Io definisco un problema un ostacolo, qualcosa che si frappone fra te e il tuo obiettivo, quello che vuoi raggiungere professionalmente per guadagnare di più, per ottenere il risultato che la tua azienda ha in mente, per ottenere magari un bonus in più, perché no, o comunque degli utili maggiori, comunque un obiettivo.
L’ostacolo si frappone fra te e l’obiettivo e ti rallenta o addirittura impedisce di raggiungerlo, e quindi ti serve qualcosa che ti permetta di andare al di là, di arrivare in fondo.
Ora, a volte questo è un prodotto, a volte è un servizio, ma noi stiamo parlando a questo punto di competenze, cioè di quelle competenze che ti servono per arrivare al tuo risultato.
Ti serve sapere? Ti serve conoscenza? Cosa ti serve? Partiamo dal sapere.
Sapere è acquisizione di nozioni. Io non so nulla di fisica quantistica, leggo un libro sulla fisica quantistica. Non so nulla sull’intelligenza artificiale generativa, guardo dei tutorial di Raffaele Gaito su questo tema, leggo un libro.
E poi? Cosa faccio con questo? Perché mi serve il sapere? Perché attraverso il sapere io definisco meglio il problema. So dare un nome alle cose, ho gli strumenti che mi servono. Se nella mia cassetta degli attrezzi non ho attrezzi, non posso fare tante cose, non posso fare nulla a mani nude.
Ho bisogno di attrezzi, ho bisogno di capire la natura del problema. Chiamala diagnosi.
È quello che sa fare, ad esempio, un medico che sa indirizzarti, un medico di base che sa indirizzarti dallo specialista corretto. Perché tu magari pensi di avere male al dito della mano sinistra e quindi dici guarda un problema nel dito della mano sinistra, in realtà scopri che è un problema dell’intestino e quindi ti manda dallo specialista corretto. Se io non ho questo sapere, non so fare in modo corretto una diagnosi, non ho quegli elementi che mi permettono di indirizzarmi nel mio lavoro.
Guarda che questo è fondamentale, è un fondamentale, infatti lo chiamiamo fondamentale, nello studio della lingua. Cosa si diceva una volta degli studenti elementari? Che le elementari dovevano servirti per saper scrivere, leggere e fare di conto. Se non sai scrivere, non sai leggere, non riesci neanche ad accedere al sapere.
Non riesci neanche a entrare in comunicazione con gli altri. Se non sai fare di conto, ti mancano le basi del calcolo della vita di tutti i giorni. Ma lo stesso è per la musica, il solfeggio, le note, gli esercizi al pianoforte, alla chitarra o dove vuoi, il flauto che ci facevano suonare alle medie.
Nello sport, se non conosci le regole e non conosci i fondamentali, non puoi giocare. Non puoi neanche gustarti lo sport, se non conosci le regole, non puoi gustarti lo sport. E quindi il sapere è fondamentale.
Ma ti basta? Eh no, non ti basta. Non ti basta sapere. Tu puoi sapere le regole di uno sport, ma non giochi in Serie A o in nazionale per questo.
Devi saper fare. Cioè il sapere non cambia il tuo modo di fare e basta, il tuo comportamento. L’attrito è troppo grande.
Anche, per esempio, quando ti dicono no, ma bisognerebbe insegnare la costituzione, perché così il senso civico delle persone aumenterebbe. Tu pensi che basti sapere alcune regole per applicarle, per farle diventare tue. Le so perché tu pensi che i malviventi non conoscano le leggi.
Il punto non è sapere, il punto è saper fare, applicare. In questo caso il muscolo da mettere in gioco non è soltanto quello dell’intelletto che conosce il sapere, ma anche quello della volontà, dell’abitudine del fare. Poi addirittura nell’attività fisica il muscolo è anche quello delle braccia, delle gambe, di quello che vuoi, degli addominali.
Quindi torniamo al nostro problema. Lo abbiamo descritto perché abbiamo raccolto quel sapere attraverso l’acquisto di un libro, attraverso la partecipazione a un corso, una lezione frontale, come si dice oggi, guardando una serie di tutorial, ascoltando dei podcast. E adesso, adesso dobbiamo mettere in gioco altro.
Ci vuole l’esercizio, ci vuole l’esperienza, ci vuole l’allenamento, ci vuole il colpo d’occhio che fa capire esattamente qual è il problema. L’esperienza una volta era questo. Ne ho viste talmente tante che riconosco a colpo d’occhio il problema.
Non che oggi sia diverso da questo, ma oggi è qualcosa in più, perché i problemi che ci troviamo davanti sono diversi da quelli di ieri, dell’altro ieri e domani probabilmente troveremo dei problemi ancora differenti. Allora l’esperienza è anche collegare tutto quello che hai fatto, collegare i puntini, ti ricorda qualcosa? Alla situazione nuova, applicare tutta la tua esperienza a questo caso nuovo per risolverlo. E allora cosa devi fare per apprendere esperienza senza aspettare 30 anni, con l’esperienza? No, no, io ho bisogno adesso perché il problema ce l’ho adesso.
Voglio adesso migliorare la mia capacità di definire una strategia, voglio migliorare adesso, ho bisogno adesso la mia capacità di negoziare con un cliente. Allora bisogna sperimentare, perché io devo andare a mettere nella mia biblioteca, nel mio database, chiamalo come vuoi, tutte quelle informazioni di vita vissuta, non nozioni, ma informazioni di vita vissuta che mi permettono di prevedere, che mi permettono di intervenire, che mi permettono di collegare i puntini e capire cosa sto vivendo adesso.
Come faccio a fare tutto questo? Come può essere fatto attraverso anche la formazione? Come può essere fatto quindi cosa devi comperare se ti servono queste competenze?
Beh, qualcuno che ti permetta di imparare osservando, osservando casi altrui, osservando situazioni generale, osservando anche spezzoni di film che mi facciano ragionare, perché la prima cosa che io devo fare è un’adesione intellettuale.
Ah sì, ho capito, sì, è così che si fa. Poi sperimentare, è una sperimentazione con difficoltà crescente, sempre di più, ma in un ambito in cui io posso commettere errori. L’allenamento per uno sportivo cos’è? Una situazione nella quale io mi metto in gioco con anche delle circostanze più pesanti di quello che può essere il momento della competizione vera e propria, con più difficoltà, con più fatica.
Corro con i pesi alle gambe, salto con la cintura di pesi perché devo allenarmi a saltare più alto. Nello schema di gioco che devo imparare ci sono delle complicazioni, perché io devo capire come fare a gestire la situazione reale in un ambiente, quello dell’allenamento, ancora più severo. Però posso sbagliare, se sbaglio ricomincio da capo, riprovo, e quindi è comunque una sperimentazione.
Poi devo passare alla parte di preparazione, studio sulla carta il mio problema. Lo studio con qualcuno che mi aiuta a capire il mio problema. Passiamo al personale adesso.
Qual è il tuo problema? Come faccio ad aiutarti a fare la differenza? E poi lo applichi, lo applichi con una guida prima e da solo poi, riflettendo sull’esperienza.
E’ quello per esempio che nelle aziende chiamano coaching, il coaching del tuo diretto responsabile, che ti aiuta a riflettere su quello che hai fatto. E’ quello che in una simulazione, in un role play per esempio, avviene attraverso il formatore che ti aiuta a decodificare quello che hai fatto, a razionalizzare, a fare esperienza, a far diventare esperienza.
La competenza che ti serve per risolvere un problema e quella che devi comprare quando hai bisogno è questa. E’ molto di più che una lezione frontale. E’ molto di più che un libro.
E’ molto di più che un video tutorial. Perché quella roba lì ti dà la sapienza semmai. Una sapienza generale.
Pensa a un libro. Un libro è scritto per tutti. E’ proprio la sapienza che serve a te.
Mancano dei pezzi, ce ne sono degli altri ridondanti. Li sai già e altri ti mancano. E comunque, anche se ti ha dato le istruzioni, è come trovarsi da solo a dover montare un mobile.
Certo, magari ce la puoi anche fare. Ma se c’è qualcuno che ti aiuta a montare un mobile, a riparare un motore, è tutt’altra cosa.
Il massimo quando lo trovi?
Lo trovi quando c’è una riflessione di gruppo. Quando un gruppo di pari come te ti aiuta a riflettere sul problema. Perché se ti dà subito la soluzione, il problema magari lo risolvi anche, ma la prossima volta sei da capo.
Te lo ricordi quel proverbio, quella frase che dice non darmi il pesce, ma dammi una canna e insegnami a pescare. Perché il pesce te lo do oggi, la canna ti serve per sempre. Ecco, il gruppo di pari, il gruppo di riflessione guidato da un esperto che permette di ottenere il massimo è proprio questo.
Perché cosa ti aiuta a fare un gruppo di pari? In che modo ti dà valore aggiunto in più, che non sia soltanto l’elenco delle soluzioni. Ecco adesso ti dico, allora ho capito, adesso ti dico cosa devi fare. No, mi aiuta a capire qual è il problema, vero.
Mi aiuta a capire quali siano le implicazioni, mi aiuta a definire ancora meglio il problema perché lo guarda dall’esterno, con la sua esperienza. L’esperienza che magari deriva da aver vissuto un problema simile, analogo, in un altro contesto e quindi darmi una visione differente. Mi aiuta a definire correttamente il problema, mi aiuta ad avere una consapevolezza cristallina del problema.
E mi aiuta, poi dopo magari dandomi dei suggerimenti, ma che a questo punto io avrò molta più capacità critica per analizzare, per fare i miei, per allinearli a quello che è la mia vita. Perché dentro questo gruppo di lavoro, dentro questo gruppo di ragionamento, io il risultato l’ottengo. E allora come puoi applicare tutto questo? Cosa puoi comperare, che competenze puoi comperare? Tutto quello che vuoi.
Io ti do i suggerimenti di quello che io posso darti per aiutarti a risolvere i tuoi problemi, per aiutarti a definire meglio il modo per andare oltre i tuoi ostacoli e ottenere i tuoi risultati. Proprio basandomi su tutto quello che ho detto, basandomi sulla miscela di queste diverse tipologie di competenze che ti danno un risultato efficace. Se il tuo problema principale è nell’ambito commerciale, nell’ambito della vendita, nell’ambito della strategia per definire la vendita e crescere nel tuo mercato, il mio suggerimento è quello di prendere in esame StrategYear 2025.
Oramai è passato il mese di gennaio che era il mese dell’accoglienza per cui io ti invito a partecipare lunedì 27 gennaio alle 17 al webinar che conclude questo mese in cui tiriamo le fila, spieghiamo alcune cose e lanciamo per febbraio il progetto 2025. Perché lì dentro trovi anche la forza dei colleghi, dei pari che hanno problemi analoghi in settori diversi e che ti possono aiutare. Perché questa è stata la forza del progetto del 2024, dove il gruppo che si è creato è un gruppo che va oltre il corso, l’anno di lavoro insieme.
Abbiamo addirittura creato un podcast insieme da quanta forza si era sprigionata in quell’incontro. Quindi se ti registri a StrategYear 2025 per partecipare al webinar trovi nelle note dell’episodio il modo per farlo. Anche se non potrai esserci lunedì 27 avrai la registrazione di quel webinar e avrai delle indicazioni che ti permettono di scegliere se quella è la competenza che ti serve.
Se invece la tua competenza di tipo più ampio è sulla gestione della tua impresa più in generale, sono problemi che hanno una radice più profonda e uno sguardo molto più lungo, allora il mio consiglio è quello di contattarmi perché io ti possa parlare della compagnia dell’appello. Ho dato questo nome al mondo di Vistage, che è fatto apposta per aiutare gli imprenditori, i CEO e tutti coloro che occupano la posizione di vertice delle imprese a trovare le soluzioni migliori, le decisioni migliori che fanno crescere rapidamente le loro imprese.
Se vuoi saperne di più contattami e te lo racconto volentieri.