C’è un grandissimo malinteso che è fonte di grandi conflitti: mostrare totale rispetto e accoglienza per una persona non vuole dire essere d’accordo con ciò che pensa o come vive. Assolutamente.
Ogni persona ha una sua dignità in quanto persona e merita il rispetto dovuto ad una persona umana.
Le idee, i comportamenti, gli atti, i pensieri sono altra cosa.
Non smetterei mai di amare i miei figli anche se si ostinassero nel credere e affermare che la Terra è piatta o 2+2 fa 3 o se decidessero di camminare solo sulle mani o vestire unicamente di arancione squillante.
Ma non potrei essere d’accordo con loro e accettare i loro valori.
Questo nel mondo professionale è più difficile.
La ragione è che oggi riteniamo che “siamo ciò che pensiamo” e chi dissente da noi ci detesta. Il salto logico è una fallacia e la presunzione di lesa maestà una mancanza di accoglienza del pensiero altrui. C’è che vogliamo essere sempre approvati -forse perché non ci sentiamo amati e confondiamo i like con l’amore?- e facciamo molta fatica ad accettare il dissenso.
Eppure il dissenso è ciò che crea vera amicizia e crescita.
Non voglio citare il Grillo Parlante pinocchiesco, ricordo ciò che scrisse Patrick Lencioni nel suo La guerra del team, mettendo al primo posto per la costruzione di una squadra, professionale, vincente la fiducia che permette appunto di dissentire: siccome so che mi vuoi bene (mi fido di te) so che se mi contraddici lo fai per me, con affetto.
In Vistage questo si chiama CAREFRONTATION che in italiano puoi tradurre con CURA-FRONTALE.
Perché Vistage è un ambiente nel quale le persone si vogliono realmente bene, nel senso che hanno a cuore l’altro e il suo bene, e non hanno timore ad essere ruvidi per creare consapevolezza nell’altro.
Io so di avere bisogno di qualche sano schiaffone per prendere atto dei miei errori e dei miei limiti e correggermi.
E tu?
Se vuoi parlarne per capire meglio, contattami.