Accogliere la persona, dissentire dalle idee: un malinteso da chiarire
C’è un malinteso profondo, che è alla radice di tanti conflitti: accogliere una persona non significa essere d’accordo con lei.
Rispettare qualcuno non implica sottoscrivere le sue idee, comportamenti, scelte di vita. Eppure oggi sembra che se dissenti, allora stai disprezzando. Se non approvi, allora giudichi. Se critichi, allora odi.
Ma non è così.
Ogni persona ha una dignità inalienabile, in quanto persona. E merita rispetto, ascolto, accoglienza. Ma le idee, i pensieri, i comportamenti non sono intoccabili. Possono (e devono) essere discussi, valutati, persino contestati.
Io non smetterei mai di amare i miei figli anche se affermassero che la Terra è piatta o che 2+2 fa 3. Ma questo non significa che dovrei fare finta di essere d’accordo.
Li amerei anche se decidessero di vestirsi solo di arancione fosforescente o di camminare sulle mani. Ma non potrei condividere la loro visione.
Nel mondo professionale, questo è ancora più difficile. Perché oggi siamo cresciuti nella convinzione che siamo ciò che pensiamo. E quindi, chi dissente da noi, ci rifiuta. Chi ci contraddice, ci ferisce. Chi non approva, ci odia.
Ma questa è una fallacia logica e una trappola emotiva. Confondere la critica con il disprezzo è un modo sicuro per rimanere bloccati. Confondere i like con l’amore è un modo comodo per non crescere.
La verità è che il dissenso è ciò che ci fa crescere.
Il dissenso è il fertilizzante delle relazioni vere. Quello che dice: “ti voglio così bene da non lasciarti sbagliare senza dirtelo”.
Non voglio citare il Grillo Parlante (che pure aveva ragione!), ma Patrick Lencioni nel suo La guerra del team ha messo al primo posto, nella costruzione di un team vincente, la fiducia. E sai come si misura la fiducia? Dal fatto che puoi dissentire.
Se mi fido di te, so che se mi contraddici lo fai per il mio bene. Con affetto. Con lealtà. Con coraggio.
In Vistage, questo lo chiamiamo CAREFRONTATION. Tradotto: cura frontale.
Vuol dire che ci vogliamo davvero bene. Che ci stiamo a cuore. Che non abbiamo paura di essere ruvidi se serve a far crescere l’altro.
Io lo so che ho bisogno, ogni tanto, di uno schiaffo ben dato. Di un contraddittorio sincero. Di qualcuno che mi voglia abbastanza bene da mettermi davanti ai miei errori.
E tu? Hai qualcuno così, nella tua vita?
Se vuoi parlarne, sono qui. Scrivimi.